Pupazzi di Neve
di Lodovica Cima
C’era una volta un omino di neve: si credeva bello ed elegante.
Aveva un cappello di feltro in testa, gli occhi di bottone e il naso di carota. Se ne stava in mezzo al parco della città. Il suo passatempo preferito era farsi ammirare da tutti.
Un pomeriggio, mentre si stava facendo ammirare da un bambino che passava di lì, si accorse che i passanti guardavano qualcun altro di fianco a lui. Arrabbiatissimo per l’affronto sbirciò alla sua destra e vide un altro omino di neve: aveva un cappello di paglia con due fiori sgualciti e gli occhi di perline e la bocca di caramella.
– E tu chi sei, chi ti ha fatto proprio qui vicino a me! – sbottò pieno di stizza. Ma nessuno rispose. – Ehi tu omino di neve, rispondi! – continuò indignato.
Allora si sentì una vocina che rispondeva:
– Non sono un omino di neve: io sono una donnina di neve! Mi ha fatto una bambina poco fa!
– No, non è possibile – ribatté lui – non esistono le donnine di neve. Tu sei un omino di neve come gli altri che vuole farmi uno scherzo.
– No, no, non vedi che ho un cappello con i fiori, e tu hai un cappellaccio di feltro scuro? io ho gli occhi di perle e tu di bottone…
– Sì, sì, ma sei sempre di neve come me!
– Certo caro, perché siamo della stessa razza. – La donnina di neve sembrava conoscere tutte le risposte.
– E non chiamarmi caro, che ti conosco appena. – L’omino di neve rimaneva ostile.
– Tu sbagli, mio caro, insieme siamo più belli che soli, non vedi i bambini come sono felici di correrci attorno?
L’omino di neve non potè darle torto, i bimbi giocavano felici lì vicino e le loro grida erano musica per le sue orecchie. Così l’omino si arrese e si presentò:
– Beh, piacere, io sono Cristallo, l’omino di neve.
– Piacere, io sono Bianca, la donnina di neve. – rispose educatamente lei.
– Sei la prima donnina di neve che conosco… – aggiunse Cristallo un po’ intimidito.
– Anche tu sei il primo omino di neve che conosco, e mi sembri molto attraente.
Cristallo era contento di ricevere complimenti e si accorse che riceverli da una donnina di neve era ancora più bello che sentirli dai passanti. Così prese il respiro e le chiese tutto d’un fiato:
– Bianca, mi vuoi sposare?
La donnina rimase un po’ sorpresa, ma rispose dolcemente:
– Non so se i pupazzi di neve si possono sposare…
– Certo che possono – ribatté sicuro Cristallo – se no perché mai esisterebbero omini e donnine di neve come noi?
Bianca non poteva contraddirlo, e poi già sentiva il naso che le colava al sole: si stava sciogliendo e non voleva rimanere sola in quel momento terribile.
I due pupazzi si guardarono negli occhi e sorrisero con il cuore. Così diventarono marito e moglie e vissero insieme per pochi giorni. Ma furono giorni bellissimi, perché il sole li avvicinava sempre più, fino a squagliarli insieme in una limpida piccola pozzanghera, con la promessa di farli tornare l’inverno successivo, come tutti i pupazzi di neve che si rispettino.