“Le Stelle sul Soffitto” nasce da una rete di artisti e persone comuni che scelgono di reagire al buio con gesti di bellezza condivisa.

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Padre Mostro

di Simone Savogin

Padre mostro

che sei nei ciechi

che biechi e meschini

non guardano, pur vedendo,

e chini al volere

del valore,

purché monetario,

violano e mentono

mettendosi prima,

in cima a piramidi

erette da schiavi

a cui, in tuo nome,

è stato tolto

ogni senso.

Sia vanificato il potere

di umano su umano

si estingua ogni regno

e disegno divino.

Nessuno

deve a nessuno

e niente si merita

per semplice nascita,

sia atta che involontaria.

La carie umana che intacca la terra che sperpera, sfrutta e lascia distrutta al solo passaggio, di saggio non ha proprio niente. Si mente per credersi a credito, mentre si dedica denaro pubblico a bande e banche e istituti privati, che privano d’ogni speranza noi ch’entriamo in gironi di debiti e pochi servizi, il vizio di forma del far dell’assurdo assurto a norma, l’assunto assoluto, è un costrutto perverso pervaso dal semplice e chiaro creare un divario tra chi ha e chi no, e un divino al di sopra di tutto basando sia dogma che credo sul bieco e banale sfruttare l’innato e intrinseco senso di colpa e di vuoto, di mancanza di scopo, di essere poco. Il volto arcigno d’istinto maligno, vestito distinto, difeso da proni e docili suini col distintivo, destinato soltanto all’accumulo estremo per horror vacui, è ormai divenuto il viatico primo, il traguardo auspicabile, il giusto governo di polso e decoro. Non si possono decostruire dinamiche illogiche e pile d’idiote frasi ad effetto quando, al netto di tutto, non han che il peggiore dei niente all’interno, se non il più gran preconcetto di stare al di sopra di chiunque e che ogni secondo sia urgente e dovuto. Il fatto stesso del credere a tutto per fede, pigrizia, o per rabbia e paura, fa perder fiducia, speranze e sogni in quelle più pure, sane e essenziali forze vitali in grado di renderci l’unica specie animale capace di scienza applicata a tutela, studio, rispetto e salvaguardia di ogni onda o particella, e che sono le semplici basi dell’essere:

cura,

cultura

e curiosità.

Le città che si espandono e rendono sterili terreni e speranze, le grandi mandibole voraci e insaziabili che mangiano carne d’allevamenti intensivi, a discapito d’habitat che ci fan respirare, la crescita come dovere assoluto, il denaro che insozza e da mezzo è attestato a traguardo, son simboli semplici del crederci adulti e oculati, quando invece bambini non ci siamo evoluti dai primati che, addirittura, alcuni negano sian nostri antenati. Ti abbiamo creato per darci una scusa, per renderci in grado di perpetrare abusi e giustificare soprusi in tuo nome, come se dirti bastasse a far sì che esistessi. E gli stessi che predicano con ogni tuo nome: povertà e fratellanza, e lasciate che i bimbi vengano a me; son quelli che razzolano l’esatto contrario.

Non darci alcun pane

se nato da miope

e ingrato sfruttamento.

Se solo imparassimo

che non esisterebbe un debito

se chiunque davvero

attuasse la regola aurea

del cogitor ergo sum,

non saresti tu

a indurci o abbandonarci

a tentazione,

ma l’attenta azione

di liberare dal male

le altre anime

che ci rendono uman3.

A meno

che non si capisca presto

che tempo e spazio

hanno dei limiti

solo per noi,

ho paura che in vita

non sapremo cessare

la guerra infinita.

Amate in pace.

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Padre Mostro

di Simone Savogin

Padre mostro

che sei nei ciechi

che biechi e meschini

non guardano, pur vedendo,

e chini al volere

del valore,

purché monetario,

violano e mentono

mettendosi prima,

in cima a piramidi

erette da schiavi

a cui, in tuo nome,

è stato tolto

ogni senso.

Sia vanificato il potere

di umano su umano

si estingua ogni regno

e disegno divino.

Nessuno

deve a nessuno

e niente si merita

per semplice nascita,

sia atta che involontaria.

La carie umana che intacca la terra che sperpera, sfrutta e lascia distrutta al solo passaggio, di saggio non ha proprio niente. Si mente per credersi a credito, mentre si dedica denaro pubblico a bande e banche e istituti privati, che privano d’ogni speranza noi ch’entriamo in gironi di debiti e pochi servizi, il vizio di forma del far dell’assurdo assurto a norma, l’assunto assoluto, è un costrutto perverso pervaso dal semplice e chiaro creare un divario tra chi ha e chi no, e un divino al di sopra di tutto basando sia dogma che credo sul bieco e banale sfruttare l’innato e intrinseco senso di colpa e di vuoto, di mancanza di scopo, di essere poco. Il volto arcigno d’istinto maligno, vestito distinto, difeso da proni e docili suini col distintivo, destinato soltanto all’accumulo estremo per horror vacui, è ormai divenuto il viatico primo, il traguardo auspicabile, il giusto governo di polso e decoro. Non si possono decostruire dinamiche illogiche e pile d’idiote frasi ad effetto quando, al netto di tutto, non han che il peggiore dei niente all’interno, se non il più gran preconcetto di stare al di sopra di chiunque e che ogni secondo sia urgente e dovuto. Il fatto stesso del credere a tutto per fede, pigrizia, o per rabbia e paura, fa perder fiducia, speranze e sogni in quelle più pure, sane e essenziali forze vitali in grado di renderci l’unica specie animale capace di scienza applicata a tutela, studio, rispetto e salvaguardia di ogni onda o particella, e che sono le semplici basi dell’essere:

cura,

cultura

e curiosità.

Le città che si espandono e rendono sterili terreni e speranze, le grandi mandibole voraci e insaziabili che mangiano carne d’allevamenti intensivi, a discapito d’habitat che ci fan respirare, la crescita come dovere assoluto, il denaro che insozza e da mezzo è attestato a traguardo, son simboli semplici del crederci adulti e oculati, quando invece bambini non ci siamo evoluti dai primati che, addirittura, alcuni negano sian nostri antenati. Ti abbiamo creato per darci una scusa, per renderci in grado di perpetrare abusi e giustificare soprusi in tuo nome, come se dirti bastasse a far sì che esistessi. E gli stessi che predicano con ogni tuo nome: povertà e fratellanza, e lasciate che i bimbi vengano a me; son quelli che razzolano l’esatto contrario.

Non darci alcun pane

se nato da miope

e ingrato sfruttamento.

Se solo imparassimo

che non esisterebbe un debito

se chiunque davvero

attuasse la regola aurea

del cogitor ergo sum,

non saresti tu

a indurci o abbandonarci

a tentazione,

ma l’attenta azione

di liberare dal male

le altre anime

che ci rendono uman3.

A meno

che non si capisca presto

che tempo e spazio

hanno dei limiti

solo per noi,

ho paura che in vita

non sapremo cessare

la guerra infinita.

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