“Le Stelle sul Soffitto” nasce da una rete di artisti e persone comuni che scelgono di reagire al buio con gesti di bellezza condivisa.

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BRI BRI

di Stefano Fumagalli

Nella Foresta di Verde Felicità vivevano tanti uccellini canterini. Erano tutti colorati come arcobaleni impazziti, felici come chi non ha mai conosciuto la paura. Il loro canto rallegrava ogni angolo della foresta, dalle radici più profonde fino alle foglie più alte che solleticavano le nuvole.

I grandi partivano in cerca di ramoscelli per abbellire il nido, oppure andavano a caccia di semi e bacche prelibate. I piccoli pulcini, invece – tutti pettinati per benino – dritti dritti alla Scuola di Volo, dove si imparava a volare, a cantare con il cuore e a costruire nidi che resistessero ai venti primaverili.

Alla sera tutti tornavano nel caldo del nido per un sonno riparatore. La foresta calava nel buio vellutato, e il canto gioioso lasciava spazio alle melodie degli insetti notturni.

Fu durante un mattino qualunque che alla Scuola di Volo si presentò una nuova pulcina.

Questa pulcina aveva qualcosa di decisamente strano. Era tutta arruffata, le sue piume sembravano un po’ bruciacchiate, alcune sparavano a destra e a sinistra come impazzite. Sulla testa, una serie di piume ribelli e variopinte      – rosse, verdi, bianche e nere      – formavano una cresta che le dava un’aria insieme selvaggia e buffa. Tutti i pulcini ridacchiavano sottovoce e guardavano questa strana creatura come se fosse arrivata da un altro pianeta.

Al momento dell’appello, la maestra chiamò tutti i nomi: “Cip!” – “Presente!”, “Cippirpì!” – “Presente!”, “Cip Cip!” – “Presente!” e altre variazioni sul tema del cip.

Poi la maestra si voltò verso la nuova arrivata: “E tu, piccola mia, come ti chiami?”

“BRI BRI” disse la pulcina con voce chiara e sicura.

Silenzio. Sgomento. Non si era mai sentito un pulcino con un nome così straordinariamente strano!

I primi giorni la piccola creatura rimase un po’ emarginata nell’ultimo banco. Eppure, a guardarla bene, sembrava felice. Ascoltava le lezioni sorridente e paziente, come se sapesse qualcosa che gli altri ancora dovevano imparare.

Ora, dovete sapere una cosa importante: i pulcini, finché non imparano a volare come si deve, vanno a scuola in bicicletta! Biciclette minuscole, colorate, con campanelli che tintinnano tra i sentieri della foresta.

Dopo qualche giorno, mentre pedalava verso la scuola, BRI BRI incontrò il compagno Cip Cip     , rimasto bloccato per un guasto alla bicicletta. Tutti gli altri gli sfrecciavano accanto indifferenti.

BRI BRI si avvicinò senza esitare. In meno di un minuto il guasto era riparato e insieme ripartirono verso la scuola.

“Ma come hai fatto?” chiese Cip Cip stupito.

BRI BRI pedalò in silenzio, poi disse: “Sai, quando nella Foresta di Abbraccio Rosso da cui provengo sono arrivati i cacciatori, ho dovuto modificare tutte le biciclette dei miei fratelli per farle correre più veloci. Una volta mio fratello Bri Briz – che aveva il tuo stesso problema – ha rischiato grosso. Da quel giorno ho imparato a riparare le bici in men che non si dica     ”.

Cip Cip la guardò stranito. Cacciatori? Meglio non chiedere troppo…

Dopo qualche giorno, durante la pausa pranzo, un pulcino si accorse di non avere con sé la merenda. Nessuno degli altri alunni voleva dividere la propria con lui.

BRI BRI uscì dall’aula con saltelli decisi e tornò subito con bacche buonissime che porse al compagno.

“Grazie! Sono le bacche più buone che io abbia mai mangiato! Ma come hai fatto a trovarle così in fretta?”

BRI BRI sorrise: “Quando sono arrivati i cacciatori nella Foresta di Abbraccio Rosso, ho dovuto imparare a trovarmi il cibo velocemente per non finire nel mirino di qualche malintenzionato. E poi la mia sorellina Briz Braz era così piccola… dovevo trovare il cibo anche per lei     ”.

Un altro giorno, durante una gita nel sottobosco, un pulcino si perse tra felci alte come palazzi. Appena il maestro se ne accorse, fu panico! Nessuno sapeva cosa fare.

In quel momento, da dietro una grossa foglia, apparve BRI BRI insieme al pulcino sperduto. Lo teneva per un’ala e lo guidava con dolcezza.

“Quando sono arrivati i cacciatori     ” disse BRI BRI con voce calma, “ho dovuto imparare a fidarmi anche degli altri miei sensi oltre alla vista. Ho imparato a memorizzare gli odori dei miei fratellini. E quando il mio migliore amico Broz Briz si è perso durante una fuga… l’ho ritrovato in meno di trenta secondi     ”.

Tutti i compagni la guardarono come se fosse un’aliena. Ma da dove veniva esattamente? E cosa succedeva in quella misteriosa Foresta di Abbraccio Rosso?

Nessuno osò domandare. Forse perché avevano paura della risposta.

Venne il giorno dei primi test di volo.

I vari pulcini provavano a gettarsi da diverse altezze, schiantandosi in modo goffo tra risate e qualche pianto di frustrazione. Era normale, faceva parte dell’imparare.

BRI BRI se ne stava in disparte, silenziosa.

“Ehi, fifona!” le gridava qualcuno. “Che paurosa che sei!”

Il maestro si avvicinò: “BRI BRI, tocca a te. Prova dal ramo più basso, non aver paura     ”.

Lei però, senza esitare, si arrampicò fino al ramo più alto dell’albero-scuola e si buttò nel vuoto con naturalezza. Planò come un’acrobata dei cieli, disegnando nell’aria arabeschi perfetti, piroette impossibili, spirali che sembravano danze. Quando atterrò, tutti erano a bocca aperta.

“Dovete sapere     ” disse BRI BRI con voce ferma, “che da quando sono arrivati i cacciatori nella Foresta di Abbraccio Rosso, abbiamo dovuto imparare a volare più in fretta, più in alto e più a lungo di quanto avessero mai fatto i nostri genitori. Solo così potevamo non essere visti dai loro binocoli”.

A partire da quel giorno, BRI BRI ricevette ogni pomeriggio la visita di qualche compagno che le chiedeva di insegnargli i suoi trucchi.

Venne poi il giorno più atteso dell’anno: il Gran Galà di Canto degli Uccellini della Foresta di Verde Felicità.

Grande emozione! I pulcini erano stati lucidati per bene e si alternavano sul palco fatto di rami e foglie intrecciati. Tutti gli animali della foresta accorrevano: volpi, cervi, lepri, persino i timidi ricci e le talpe che di solito non uscivano mai alla luce.

A uno a uno, i vari uccellini si esibivano nei canti imparati durante la primavera. Qualcuno era bravo, qualcuno aveva la voce tremolante per l’emozione. Tutti ascoltavano con piacere quelle esibizioni giovani e sincere.

Quand’ecco salire sul palco BRI BRI.

Nessuno l’aveva mai sentita cantare! Era sempre stata così silenziosa alle lezioni di canto.

Dalle prime note tutti si resero conto di assistere a qualcosa di unico, di mai sentito, di speciale come solo le cose vere sanno essere.

Le melodie di BRI BRI erano completamente nuove nella Foresta di Verde Felicità, eppure toccavano il cuore di ognuno come se fossero sempre state lì, nascoste in un angolo dell’anima. Una vibrazione che comunicava direttamente al cuore di tutti gli animali e li faceva sentire connessi come un’unica, grande, meravigliosa comunità di fratelli.

La voce di BRI BRI non sembrava quella di un unico uccellino. Era come se cantasse per molti. Nella voce di BRI BRI, infatti, risuonavano le voci di suo fratello Bri Briz, di sua sorella Briz Braz, del suo migliore amico Broz Briz e di tutti i suoi fratelli catturati dai cacciatori. Il lontano suono della Foresta di Abbraccio Rosso risuonava ora forte e chiaro nell’aria fresca della sera, e tutti seppero – senza bisogno di parole – quanto fosse meravigliosa quella foresta lontana e misteriosa.

Un enorme applauso seguì l’esibizione. “Bis! Tris! Quadris!” gridavano tutti in preda all’estasi.

Ora la voce di BRI BRI è diventata qualcosa di cui nessuno nella Foresta di Verde Felicità può più fare a meno. Tutti gli animali amano quella pulcina un po’ diversa e strampalata venuta dalla lontana Foresta di Abbraccio Rosso.

E, infine, tutti hanno capito che a volte sono proprio quelli che arrivano da lontano – con le piume arruffate, nomi strani sulla lingua e storie difficili nel cuore – a insegnarci le cose più belle e più importanti.

Perché chi ha attraversato tempeste sa meglio di tutti come apprezzare il sole. E chi ha conosciuto la paura sa meglio di chiunque altro come essere coraggioso.

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BRI BRI

di Stefano Fumagalli

Nella Foresta di Verde Felicità vivevano tanti uccellini canterini. Erano tutti colorati come arcobaleni impazziti, felici come chi non ha mai conosciuto la paura. Il loro canto rallegrava ogni angolo della foresta, dalle radici più profonde fino alle foglie più alte che solleticavano le nuvole.

I grandi partivano in cerca di ramoscelli per abbellire il nido, oppure andavano a caccia di semi e bacche prelibate. I piccoli pulcini, invece – tutti pettinati per benino – dritti dritti alla Scuola di Volo, dove si imparava a volare, a cantare con il cuore e a costruire nidi che resistessero ai venti primaverili.

Alla sera tutti tornavano nel caldo del nido per un sonno riparatore. La foresta calava nel buio vellutato, e il canto gioioso lasciava spazio alle melodie degli insetti notturni.

Fu durante un mattino qualunque che alla Scuola di Volo si presentò una nuova pulcina.

Questa pulcina aveva qualcosa di decisamente strano. Era tutta arruffata, le sue piume sembravano un po’ bruciacchiate, alcune sparavano a destra e a sinistra come impazzite. Sulla testa, una serie di piume ribelli e variopinte      – rosse, verdi, bianche e nere      – formavano una cresta che le dava un’aria insieme selvaggia e buffa. Tutti i pulcini ridacchiavano sottovoce e guardavano questa strana creatura come se fosse arrivata da un altro pianeta.

Al momento dell’appello, la maestra chiamò tutti i nomi: “Cip!” – “Presente!”, “Cippirpì!” – “Presente!”, “Cip Cip!” – “Presente!” e altre variazioni sul tema del cip.

Poi la maestra si voltò verso la nuova arrivata: “E tu, piccola mia, come ti chiami?”

“BRI BRI” disse la pulcina con voce chiara e sicura.

Silenzio. Sgomento. Non si era mai sentito un pulcino con un nome così straordinariamente strano!

I primi giorni la piccola creatura rimase un po’ emarginata nell’ultimo banco. Eppure, a guardarla bene, sembrava felice. Ascoltava le lezioni sorridente e paziente, come se sapesse qualcosa che gli altri ancora dovevano imparare.

Ora, dovete sapere una cosa importante: i pulcini, finché non imparano a volare come si deve, vanno a scuola in bicicletta! Biciclette minuscole, colorate, con campanelli che tintinnano tra i sentieri della foresta.

Dopo qualche giorno, mentre pedalava verso la scuola, BRI BRI incontrò il compagno Cip Cip     , rimasto bloccato per un guasto alla bicicletta. Tutti gli altri gli sfrecciavano accanto indifferenti.

BRI BRI si avvicinò senza esitare. In meno di un minuto il guasto era riparato e insieme ripartirono verso la scuola.

“Ma come hai fatto?” chiese Cip Cip stupito.

BRI BRI pedalò in silenzio, poi disse: “Sai, quando nella Foresta di Abbraccio Rosso da cui provengo sono arrivati i cacciatori, ho dovuto modificare tutte le biciclette dei miei fratelli per farle correre più veloci. Una volta mio fratello Bri Briz – che aveva il tuo stesso problema – ha rischiato grosso. Da quel giorno ho imparato a riparare le bici in men che non si dica     ”.

Cip Cip la guardò stranito. Cacciatori? Meglio non chiedere troppo…

Dopo qualche giorno, durante la pausa pranzo, un pulcino si accorse di non avere con sé la merenda. Nessuno degli altri alunni voleva dividere la propria con lui.

BRI BRI uscì dall’aula con saltelli decisi e tornò subito con bacche buonissime che porse al compagno.

“Grazie! Sono le bacche più buone che io abbia mai mangiato! Ma come hai fatto a trovarle così in fretta?”

BRI BRI sorrise: “Quando sono arrivati i cacciatori nella Foresta di Abbraccio Rosso, ho dovuto imparare a trovarmi il cibo velocemente per non finire nel mirino di qualche malintenzionato. E poi la mia sorellina Briz Braz era così piccola… dovevo trovare il cibo anche per lei     ”.

Un altro giorno, durante una gita nel sottobosco, un pulcino si perse tra felci alte come palazzi. Appena il maestro se ne accorse, fu panico! Nessuno sapeva cosa fare.

In quel momento, da dietro una grossa foglia, apparve BRI BRI insieme al pulcino sperduto. Lo teneva per un’ala e lo guidava con dolcezza.

“Quando sono arrivati i cacciatori     ” disse BRI BRI con voce calma, “ho dovuto imparare a fidarmi anche degli altri miei sensi oltre alla vista. Ho imparato a memorizzare gli odori dei miei fratellini. E quando il mio migliore amico Broz Briz si è perso durante una fuga… l’ho ritrovato in meno di trenta secondi     ”.

Tutti i compagni la guardarono come se fosse un’aliena. Ma da dove veniva esattamente? E cosa succedeva in quella misteriosa Foresta di Abbraccio Rosso?

Nessuno osò domandare. Forse perché avevano paura della risposta.

Venne il giorno dei primi test di volo.

I vari pulcini provavano a gettarsi da diverse altezze, schiantandosi in modo goffo tra risate e qualche pianto di frustrazione. Era normale, faceva parte dell’imparare.

BRI BRI se ne stava in disparte, silenziosa.

“Ehi, fifona!” le gridava qualcuno. “Che paurosa che sei!”

Il maestro si avvicinò: “BRI BRI, tocca a te. Prova dal ramo più basso, non aver paura     ”.

Lei però, senza esitare, si arrampicò fino al ramo più alto dell’albero-scuola e si buttò nel vuoto con naturalezza. Planò come un’acrobata dei cieli, disegnando nell’aria arabeschi perfetti, piroette impossibili, spirali che sembravano danze. Quando atterrò, tutti erano a bocca aperta.

“Dovete sapere     ” disse BRI BRI con voce ferma, “che da quando sono arrivati i cacciatori nella Foresta di Abbraccio Rosso, abbiamo dovuto imparare a volare più in fretta, più in alto e più a lungo di quanto avessero mai fatto i nostri genitori. Solo così potevamo non essere visti dai loro binocoli”.

A partire da quel giorno, BRI BRI ricevette ogni pomeriggio la visita di qualche compagno che le chiedeva di insegnargli i suoi trucchi.

Venne poi il giorno più atteso dell’anno: il Gran Galà di Canto degli Uccellini della Foresta di Verde Felicità.

Grande emozione! I pulcini erano stati lucidati per bene e si alternavano sul palco fatto di rami e foglie intrecciati. Tutti gli animali della foresta accorrevano: volpi, cervi, lepri, persino i timidi ricci e le talpe che di solito non uscivano mai alla luce.

A uno a uno, i vari uccellini si esibivano nei canti imparati durante la primavera. Qualcuno era bravo, qualcuno aveva la voce tremolante per l’emozione. Tutti ascoltavano con piacere quelle esibizioni giovani e sincere.

Quand’ecco salire sul palco BRI BRI.

Nessuno l’aveva mai sentita cantare! Era sempre stata così silenziosa alle lezioni di canto.

Dalle prime note tutti si resero conto di assistere a qualcosa di unico, di mai sentito, di speciale come solo le cose vere sanno essere.

Le melodie di BRI BRI erano completamente nuove nella Foresta di Verde Felicità, eppure toccavano il cuore di ognuno come se fossero sempre state lì, nascoste in un angolo dell’anima. Una vibrazione che comunicava direttamente al cuore di tutti gli animali e li faceva sentire connessi come un’unica, grande, meravigliosa comunità di fratelli.

La voce di BRI BRI non sembrava quella di un unico uccellino. Era come se cantasse per molti. Nella voce di BRI BRI, infatti, risuonavano le voci di suo fratello Bri Briz, di sua sorella Briz Braz, del suo migliore amico Broz Briz e di tutti i suoi fratelli catturati dai cacciatori. Il lontano suono della Foresta di Abbraccio Rosso risuonava ora forte e chiaro nell’aria fresca della sera, e tutti seppero – senza bisogno di parole – quanto fosse meravigliosa quella foresta lontana e misteriosa.

Un enorme applauso seguì l’esibizione. “Bis! Tris! Quadris!” gridavano tutti in preda all’estasi.

Ora la voce di BRI BRI è diventata qualcosa di cui nessuno nella Foresta di Verde Felicità può più fare a meno. Tutti gli animali amano quella pulcina un po’ diversa e strampalata venuta dalla lontana Foresta di Abbraccio Rosso.

E, infine, tutti hanno capito che a volte sono proprio quelli che arrivano da lontano – con le piume arruffate, nomi strani sulla lingua e storie difficili nel cuore – a insegnarci le cose più belle e più importanti.

Perché chi ha attraversato tempeste sa meglio di tutti come apprezzare il sole. E chi ha conosciuto la paura sa meglio di chiunque altro come essere coraggioso.

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