Profezia per il nuovo anno
Quell’anno, l’epiteto che più spesso Cassandra si sentiva rivolgere era “pesante animo”.
In effetti la sua coscienza si faceva ogni giorno più densa, accumulava pesi sempre più ingombranti, più angoscianti. Sarà che ci si appesantisce caricando anche i bagagli di persone, istituzioni, stati che preferiscono viaggiare leggeri.
O forse perfino la leggerezza, che scorgeva in quel luogo, era resa insostenibile da una forza di gravità straordinaria. Una gravità anomala.
Quell’anno leggero era il fumo, che avvolgeva i quartieri dopo le esplosioni.
Leggeri i volantini, che cadevano dal cielo come una neve macabra.
Leggerissimo era il tocco dell’indice sull’apposito comando, mentre faceva franare tonnellate di vite in una manciata di secondi.
Più leggeri i corpi mutilati. Derubati di loro stessi, dimezzati e umiliati.
Sempre più leggere le voci di chi chiamava da sotto le rovine, mentre sopra si scavava febbrilmente a mani nude.
Leggera la polvere, che ricopriva le persone emerse dalle macerie, trasfigurate in grigie maschere di sangue e sgomento.
Leggeri furono anche gli ultimi rantoli della bambina che guardò morire dalla finestra del suo telefono. Sola, su un pavimento sporco, senza neanche uno sconosciuto a stringerle la mano.
Leggera la preghiera bisbigliata all’orecchio di un figlio; indossava un pigiama dei Pokémon. Muoveva solo i piedini, a piccoli scatti, come le lancette di un orologio scarico. Poi, più nulla. Un leggero, impercettibile cambio di stato, sufficiente a far scomparire, nel buco nero di un ululato paterno, galassie intere di senso e possibilità.
Leggeri i popcorn, gustati da chi comodo assisteva all’orrore seduto su una collina, come al cinema.
I corpi affamati, ogni giorno pesavano di meno.
Leggeri, gli infiniti sudari bianchi.
È vero. Cassandra è stata pesante e prevede di esserlo ancora, forse persino di più.
Cassandra ha la capacità di stare sveglia, di guardare in faccia i fatti del mondo, di fidarsi del turbamento che le suscitano. Questo la rende una straordinaria veggente.
Per quest’anno prevede che a noi tutti servirà un augurio speciale: quello di un 2026 di cui percepire il peso di ogni istante. Il peso della verità negata, manipolata. Il peso delle parole e delle azioni; delle nostre e altrui scelte. Il peso della responsabilità che il privilegio ci conferisce; il peso delle vite incompiute di chi domani sarà ucciso e ancora non lo sa; il peso delle vite dei vivi, vessate, mutilate, sacrificate con leggerezza imperdonabile, ogni giorno che passa. Il peso di questi giorni che passano, delle ore assassine che li compongono.
Cassandra lo sa: toccherà a noi dare peso a chi quel peso non ce l’ha; a questo popolo ignorato e resistente addosso al quale abbiamo rovesciato il peggio della nostra civiltà e che, suo malgrado, ne sorregge le sorti.