“Le Stelle sul Soffitto” nasce da una rete di artisti e persone comuni che scelgono di reagire al buio con gesti di bellezza condivisa.

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La storia del mondo un tempo chiamato Va Tutto Bene

di Francesca Butti

Questa è la storia del mondo un tempo chiamato 𝗩𝗮 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗻𝗲, dove ogni giorno sembrava susseguirsi all’altro senza grossi turbamenti.

Nel mondo del 𝗩𝗮 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗻𝗲 abitavano persone per bene: ben alte e ben basse, ben grandi e ben piccole, ben vestite e ben pettinate, ben educate e ben volute.

Nel Paese del 𝗩𝗮 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗻𝗲 gli abitanti vivevano nel ben-essere: le case erano ben costruite, le strade erano ben illuminate, i parchi ben curati, i supermercati ben riforniti, i negozi ben assortiti.

Quando arrivava qualcuno di nuovo, magari proveniente da qualche mondo lontano un po’ scombussolato, si aspettava il bene-stare delle autorità per dargli il ben-venuto e poi gli si insegnava tutto ciò che occorreva per vivere bene: comportarsi bene, fare le cose per bene, mangiare bene, dormire bene, andare bene a scuola-al lavoro-nello sport.

Le conversazioni tra gli abitanti funzionavano così: uno chiedeva all’altro “Va tutto bene?” e l’altro rispondeva “Bene, tu?”, a questo scambio seguiva un “Anche io bene” per concludere con un soddisfacente “Molto bene!”. Tutti stavano bene insomma, talmente bene da essersi dimenticati l’origine e il significato profondo di quella parola diventata così insostituibile, così unica, così tutto. 𝗩𝗮 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗻𝗲, ripetevano dentro di loro e una calma silenziosa andava a impacchettare ogni cosa: sentimenti, pensieri, esperienze.

Un giorno, nel mondo del 𝗩𝗮 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗻𝗲, si scatenò un temporale che portò tantissima pioggia per tantissime ore. “Il temporale è stato fortissimo” commentavano le persone, “è scesa moltissima acqua”, “il cielo era scurissimo”, “per terra è rimasto tantissimo fango”.

Da lì a qualche tempo ci fu un’estate caldissima che prosciugò fiumi antichissimi e rese le terre aridissime. “Il sole è fortissimo” si lamentavano le persone, “sudo moltissimo”, “ho tantissima sete”, “l’erba del prato è secchissima”.

Poi ci fu un terremoto che fece tremare la terra per lunghissimi secondi, lasciando spaccature profondissime nelle strade e crepe grandissime nelle case. “Nella mia stanza il letto oscillava tantissimo”, raccontavano gli abitanti “ho sentito un rumore potentissimo prima della scossa”, “il mio fratellino piangeva, si è spaventato tantissimo”, “moltissime famiglie non possono più tornare ad abitare le loro case”.

Il tantissimo, il fortissimo, il moltissimo, il potentissimo divennero sempre più frequenti e il mondo del 𝗩𝗮 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗻𝗲 cominciò a essere chiamato Va Tutto Benissimo.

Cambiando il nome, cambiarono anche le persone: il battito del loro cuore era diventato velocissimo, le idee confusissime, i sentimenti ingarbugliatissimi. Vennero scoperte nuove parole che gli abitanti del mondo del Va Tutto Benissimo non vedevano l’ora di utilizzare nelle loro brevissime ma concitatissime conversazioni: spavento, preoccupazione, incertezza, paura, instabilità…

Tante, tantissime, troppe cose stavano agitando i cuori e le menti degli abitanti, convennero le autorità del mondo del Va Tutto Benissimo. Ma come far tornare tutti nel calmo, rassicurante e immobile mondo del Va Tutto Bene? “Idea! Chiamiamolo il mondo del 𝐕𝐚 𝐁𝐞𝐧𝐞 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨”.

𝐕𝐚 𝐁𝐞𝐧𝐞 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨… Wow! Una formula semplice, breve, rassicurante, sfacciatamente vincente. Se va bene tutto, allora tutto va bene e ogni cosa potrà essere accolta, inglobata, accettata. “È ciò che serve”, si dissero le autorità. E così, l’indomani, il mondo del Va Tutto Benissimo”, un tempo conosciuto come mondo del 𝗩𝗮 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗻𝗲, divenne un nuovo mondo: il mondo del 𝐕𝐚 𝐁𝐞𝐧𝐞 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨.

Caldo torrido e soffocante? Nessun problema, va bene tutto.

Incendi frequenti e ampie foreste perse per sempre? Respira, va bene tutto.

Il livello del mare si alza e le terre vengono sommerse? Calma, va bene tutto.

Questo modo di descrivere e vivere il mondo cominciò ad avere effetto anche nel modo di parlare e stare insieme delle persone. Accadevano litigi, scorrettezze, bugie, prepotenze… tuttavia, queste cose non parevano destare particolare interesse. In un certo senso gli abitanti erano diventati impermeabili. Non sentivano più veramente cosa accadeva fuori e dentro di loro. Era come se non potessero più distinguere fra il bene tutto e il tutto bene e nessuno riuscisse a trovare le parole giuste per inquadrare la questione. Era un mondo strano, quello del Va Bene Tutto: immobile ma in continua espansione, in grado di digerire e inglobare ogni cosa.

Finché un giorno accadde qualcosa di incredibile.

Le cose cominciarono a incrinarsi: gli incendi-i terremoti-le inondazioni popolavano di paure i sogni degli abitanti di 𝐕𝐚 𝐁𝐞𝐧𝐞 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨 togliendo loro il sonno, il caldo unito alla mancanza di riposo li rendeva irritabili, i litigi sfociavano in risse che nessuno sapeva come fermare, le bugie si confondevano con la realtà e nessuno ci capiva più niente. E così le persone cominciarono a lamentarsi per il mal di testa, per il mal di pancia, per il mal di denti, perché avevano dormito malissimo, perché qualcuno aveva fatto loro del male, perché la natura era malvagia. Ci volle poco tempo perché quella nuova sensazione contaminasse la vita degli abitanti di 𝐕𝐚 𝐁𝐞𝐧𝐞 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨 ovunque regnava il mal-essere. Le autorità questa volta non sapevo davvero cosa inventarsi per sistemare le cose, le parole che iniziavano con mal sembravano inarrestabili e gli abitanti in preda allo sconforto più assoluto.

Eppure non c’era sempre e solo malessere, c’erano anche momenti in cui le persone sentivano di vivere bene: come quando una brezza leggera dava sollievo dal caldo solleticando la pelle, oppure quando un bambino smetteva di piangere perché veniva consolato da un abbraccio amorevole, o ancora quando terminavano i lavori in una delle case colpite dal terremoto e la famiglia che vi aveva abitato poteva tornarci e aveva le lacrime agli occhi perché non ci poteva credere che le cose si possono aggiustare. Le persone cominciarono a farci caso. C’erano tante piccole cose che li facevano stare bene, intervallate da altre che avevano l’effetto opposto. Cosa era bene e cosa era… male?

Questa domanda cominciò a muoversi nel mondo del 𝐕𝐚 𝐁𝐞𝐧𝐞 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨 spostando pensieri, creando spazi per nuovi sentimenti, modellando silenzi che facevano riflettere, stimolando nuove conversazioni tra le persone. Riconoscere il male dava valore al bene e faceva nascere il desiderio di difenderlo, di coltivarlo, di prendersene cura.

Fu così che gli abitanti cominciarono a vivere in modo nuovo e il mondo del 𝐕𝐚 𝐁𝐞𝐧𝐞 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨, un tempo conosciuto come mondo del Va Tutto Benissimo e prima ancora del 𝗩𝗮 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗻𝗲, venne chiamato semplicemente Mondo. Il Mondo dove c’era il Bene e c’era anche il Male. Il Mondo dove gli abitanti facevano caso a ciò che avveniva dentro e fuori di loro. Il Mondo dove si poteva scegliere da che parte stare. Il mondo che abitiamo.

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La storia del mondo un tempo chiamato Va Tutto Bene

di Francesca Butti

Questa è la storia del mondo un tempo chiamato 𝗩𝗮 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗻𝗲, dove ogni giorno sembrava susseguirsi all’altro senza grossi turbamenti.

Nel mondo del 𝗩𝗮 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗻𝗲 abitavano persone per bene: ben alte e ben basse, ben grandi e ben piccole, ben vestite e ben pettinate, ben educate e ben volute.

Nel Paese del 𝗩𝗮 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗻𝗲 gli abitanti vivevano nel ben-essere: le case erano ben costruite, le strade erano ben illuminate, i parchi ben curati, i supermercati ben riforniti, i negozi ben assortiti.

Quando arrivava qualcuno di nuovo, magari proveniente da qualche mondo lontano un po’ scombussolato, si aspettava il bene-stare delle autorità per dargli il ben-venuto e poi gli si insegnava tutto ciò che occorreva per vivere bene: comportarsi bene, fare le cose per bene, mangiare bene, dormire bene, andare bene a scuola-al lavoro-nello sport.

Le conversazioni tra gli abitanti funzionavano così: uno chiedeva all’altro “Va tutto bene?” e l’altro rispondeva “Bene, tu?”, a questo scambio seguiva un “Anche io bene” per concludere con un soddisfacente “Molto bene!”. Tutti stavano bene insomma, talmente bene da essersi dimenticati l’origine e il significato profondo di quella parola diventata così insostituibile, così unica, così tutto. 𝗩𝗮 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗻𝗲, ripetevano dentro di loro e una calma silenziosa andava a impacchettare ogni cosa: sentimenti, pensieri, esperienze.

Un giorno, nel mondo del 𝗩𝗮 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗻𝗲, si scatenò un temporale che portò tantissima pioggia per tantissime ore. “Il temporale è stato fortissimo” commentavano le persone, “è scesa moltissima acqua”, “il cielo era scurissimo”, “per terra è rimasto tantissimo fango”.

Da lì a qualche tempo ci fu un’estate caldissima che prosciugò fiumi antichissimi e rese le terre aridissime. “Il sole è fortissimo” si lamentavano le persone, “sudo moltissimo”, “ho tantissima sete”, “l’erba del prato è secchissima”.

Poi ci fu un terremoto che fece tremare la terra per lunghissimi secondi, lasciando spaccature profondissime nelle strade e crepe grandissime nelle case. “Nella mia stanza il letto oscillava tantissimo”, raccontavano gli abitanti “ho sentito un rumore potentissimo prima della scossa”, “il mio fratellino piangeva, si è spaventato tantissimo”, “moltissime famiglie non possono più tornare ad abitare le loro case”.

Il tantissimo, il fortissimo, il moltissimo, il potentissimo divennero sempre più frequenti e il mondo del 𝗩𝗮 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗻𝗲 cominciò a essere chiamato Va Tutto Benissimo.

Cambiando il nome, cambiarono anche le persone: il battito del loro cuore era diventato velocissimo, le idee confusissime, i sentimenti ingarbugliatissimi. Vennero scoperte nuove parole che gli abitanti del mondo del Va Tutto Benissimo non vedevano l’ora di utilizzare nelle loro brevissime ma concitatissime conversazioni: spavento, preoccupazione, incertezza, paura, instabilità…

Tante, tantissime, troppe cose stavano agitando i cuori e le menti degli abitanti, convennero le autorità del mondo del Va Tutto Benissimo. Ma come far tornare tutti nel calmo, rassicurante e immobile mondo del Va Tutto Bene? “Idea! Chiamiamolo il mondo del 𝐕𝐚 𝐁𝐞𝐧𝐞 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨”.

𝐕𝐚 𝐁𝐞𝐧𝐞 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨… Wow! Una formula semplice, breve, rassicurante, sfacciatamente vincente. Se va bene tutto, allora tutto va bene e ogni cosa potrà essere accolta, inglobata, accettata. “È ciò che serve”, si dissero le autorità. E così, l’indomani, il mondo del Va Tutto Benissimo”, un tempo conosciuto come mondo del 𝗩𝗮 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗻𝗲, divenne un nuovo mondo: il mondo del 𝐕𝐚 𝐁𝐞𝐧𝐞 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨.

Caldo torrido e soffocante? Nessun problema, va bene tutto.

Incendi frequenti e ampie foreste perse per sempre? Respira, va bene tutto.

Il livello del mare si alza e le terre vengono sommerse? Calma, va bene tutto.

Questo modo di descrivere e vivere il mondo cominciò ad avere effetto anche nel modo di parlare e stare insieme delle persone. Accadevano litigi, scorrettezze, bugie, prepotenze… tuttavia, queste cose non parevano destare particolare interesse. In un certo senso gli abitanti erano diventati impermeabili. Non sentivano più veramente cosa accadeva fuori e dentro di loro. Era come se non potessero più distinguere fra il bene tutto e il tutto bene e nessuno riuscisse a trovare le parole giuste per inquadrare la questione. Era un mondo strano, quello del Va Bene Tutto: immobile ma in continua espansione, in grado di digerire e inglobare ogni cosa.

Finché un giorno accadde qualcosa di incredibile.

Le cose cominciarono a incrinarsi: gli incendi-i terremoti-le inondazioni popolavano di paure i sogni degli abitanti di 𝐕𝐚 𝐁𝐞𝐧𝐞 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨 togliendo loro il sonno, il caldo unito alla mancanza di riposo li rendeva irritabili, i litigi sfociavano in risse che nessuno sapeva come fermare, le bugie si confondevano con la realtà e nessuno ci capiva più niente. E così le persone cominciarono a lamentarsi per il mal di testa, per il mal di pancia, per il mal di denti, perché avevano dormito malissimo, perché qualcuno aveva fatto loro del male, perché la natura era malvagia. Ci volle poco tempo perché quella nuova sensazione contaminasse la vita degli abitanti di 𝐕𝐚 𝐁𝐞𝐧𝐞 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨 ovunque regnava il mal-essere. Le autorità questa volta non sapevo davvero cosa inventarsi per sistemare le cose, le parole che iniziavano con mal sembravano inarrestabili e gli abitanti in preda allo sconforto più assoluto.

Eppure non c’era sempre e solo malessere, c’erano anche momenti in cui le persone sentivano di vivere bene: come quando una brezza leggera dava sollievo dal caldo solleticando la pelle, oppure quando un bambino smetteva di piangere perché veniva consolato da un abbraccio amorevole, o ancora quando terminavano i lavori in una delle case colpite dal terremoto e la famiglia che vi aveva abitato poteva tornarci e aveva le lacrime agli occhi perché non ci poteva credere che le cose si possono aggiustare. Le persone cominciarono a farci caso. C’erano tante piccole cose che li facevano stare bene, intervallate da altre che avevano l’effetto opposto. Cosa era bene e cosa era… male?

Questa domanda cominciò a muoversi nel mondo del 𝐕𝐚 𝐁𝐞𝐧𝐞 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨 spostando pensieri, creando spazi per nuovi sentimenti, modellando silenzi che facevano riflettere, stimolando nuove conversazioni tra le persone. Riconoscere il male dava valore al bene e faceva nascere il desiderio di difenderlo, di coltivarlo, di prendersene cura.

Fu così che gli abitanti cominciarono a vivere in modo nuovo e il mondo del 𝐕𝐚 𝐁𝐞𝐧𝐞 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨, un tempo conosciuto come mondo del Va Tutto Benissimo e prima ancora del 𝗩𝗮 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗕𝗲𝗻𝗲, venne chiamato semplicemente Mondo. Il Mondo dove c’era il Bene e c’era anche il Male. Il Mondo dove gli abitanti facevano caso a ciò che avveniva dentro e fuori di loro. Il Mondo dove si poteva scegliere da che parte stare. Il mondo che abitiamo.

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