Il Paese con due mari che un giorno fece un giretto senza che nessuno lo vedesse
Nessuno ricordava come fosse successo, ma per tutti, da sempre, era così: a Maridò c’erano due mari. Quello di ponente era freddo e dolce, quello di levante salato e tiepido.
“Noi lo beviamo come fosse limonata!” diceva chi stava a ponente.
“Noi facciamo il bagno anche d’inverno e non ci raffreddiamo mai!” rispondevano da levante.
Maridò aveva la forma di una punta e se lo si guardava dall’alto sembrava la prua di una nave. I suoi due mari abbracciavano il paese stretto ma non lo lasciavano mai andare, e così Maridò continuava a restare attaccato alla vecchia montagna da cui era nato.
Al centro della piazza c’era la scuola. Nella scuola, una classe molto ordinata. Nel mezzo della classe molto ordinata, il banco di Flora e Anna. Flora aveva i capelli lisci che profumavano di menta fresca. Quelli di Anna, invece, erano ricci e sapevano di vento e sabbia. Inutile a dirsi, Flora e Anna venivano dai due lati opposti di Maridò.
Un giorno la maestra diede a tutti i bambini della classe un compito: “Disegnate l’acqua”, disse. “Non quella del mare, del fiume o della pioggia. Solo l’acqua”.
Tutti annuirono, ma nessuno in verità aveva le idee chiare sul da farsi. Anna tornò nella sua casa di ponente e pensò: “L’acqua è fredda. La disegnerò azzurra e leggera come il ghiaccio”. Flora, invece, dalla sua cameretta di levante decise: “L’acqua è tiepida, la disegnerò colorata come una minestra”.
Il giorno dopo Anna e Flora mostrarono i loro disegni alla maestra che disse: “Belle le vostre acque, ma non ci siamo ancora. Potete fare di meglio”.
Anna e Flora allora tornarono ognuna a casa propria e iniziarono a pensare nuovamente a come poteva essere l’acqua. Anna ebbe un’idea: “L’acqua è dolce. La disegnerò come una torta!”. Flora, invece, si disse: “L’acqua è salata. La disegnerò come una pizza!”
Il giorno dopo le bambine tornarono in classe ognuna con il proprio disegno, ma la maestra disse ancora: “Sono sicura che potete fare di meglio”.
Scoraggiate e un po’ arrabbiate, Anna e Flora andarono al mare e iniziarono a camminare sulla riva di Maridò. Anna camminava sulla riva di ponente e Flora su quella di levante, fino a quando entrambe raggiunsero la punta del paese. Le bambine si incontrarono e senza dirsi niente si sedettero sulla sabbia, una con i piedi nell’acqua dolce e l’altra in quella salata.
Poi, un po’ per gioco un po’ per dispetto, Anna versò nel mare salato di levante una goccia dell’acqua dolce di ponente. Flora mise una goccia dell’acqua salata di levante nel mare dolce di ponente. E l’acqua, invece di arrabbiarsi, si mescolò tutta e divenne trasparente come non lo era mai stata prima.
In quel preciso istante, come per magia, il paese di Maridò si staccò dalla vecchia montagna e si fece un giretto in mare aperto, in tondo, per ringraziare le due bambine. Anna e Flora, nel frattempo che il paese le portava a spasso, si tenevano abbracciate per la paura di affondare ma ridevano, anche! Erano molto divertite da quel fatto del tutto straordinario.
Prima che nessuno potesse vederlo girare in lungo e in largo, Maridò tornò al suo posto, attaccato alla vecchia montagna, e Anna e Flora se ne tornarono ognuna nella propria casa. Il giorno dopo, a scuola, quando la maestra chiese se avessero portato il disegno dell’acqua, Anna e Flora – ancora felici per quel giretto segreto che si erano fatte il giorno prima sulla punta di Maridò – portarono alla maestra due disegni identici: due fogli tutti bianchi su cui non c’era disegnato proprio niente.
La maestra disse: “Molto bene! Questo sì che mi fa pensare all’acqua”.
“Non si vede nulla”, aggiunsero Anna e Flora, “perché la nostra acqua è trasparente”. Da quel giorno le due bambine diventarono amiche. Quando una andava al mare dell’altra, portava con sé un bicchiere della propria acqua e le mescolavano insieme per gioco. E l’acqua diventava sempre molto limpida.
Gli abitanti di Maridò, vedendole ridere sulla spiaggia, cominciarono a fare lo stesso. E scoprirono che, unendo i due mari, si otteneva un’acqua né troppo dolce né troppo salata, ma molto trasparente, che metteva d’accordo proprio tutti.
E ancora oggi, se vai a Maridò e chiedi com’è l’acqua dei suoi mari, i bambini ti rispondono così:
“È trasparente. Sempre trasparente”.